Novembre 2018 – Mi sono perso nel bosco

Mi sono perso nel bosco

Immaginatevi di esservi spersi in un bosco delle Dolomiti. Fa freddo, è sera, avete paura

Accanto a voi, ad un centinaio di metri passa un boscaiolo, una persona esperta del luogo

Gridate “Aiuto”. Lui vi guarda e passa oltre, provate ad inseguirlo, ma rapidamente perdete le sue tracce.

Passa un altro, ed un altro, ed un altro ancora.

Avete implorato l’aiuto di tutti, ma ognuno di loro vi ha ignorati, vi ha snobbati.

Ed avete sempre più paura, sempre più freddo.

Ogni volta alzate il capo e sentite che la vostra liberazione è vicina, ma ogni volta ne restate delusi.

Cosa fareste?

Non so cosa fareste voi, ma so cosa fanno decine, centinaia, migliaia di Bambini che ogni giorno chiedono aiuto con le loro faccine sporche, con disegni di orchi violenti, con il loro esile fisico pelle e ossa coperto di segni e bruciature.

Non parlo di paesi lontani, parlo della vostra città, perché in Italia ci sono centinaia di quartieri poveri dove ogni giorno si consuma la violenza a danno del più debole, Bambini in testa. Quartieri limitrofi alle nostre abitazioni, quartieri dai quali è possibile sentire il grido di aiuto di tanti Bambini che alzano il capo quando vi vedono passare nelle vostre belle macchine, nei vestiti lavati e profumati, mano nella mano con i vostri figli pieni di giocattoli nuovi.

Se voi foste nel bosco e nessuno vi aiutasse forse comincereste ad urlare e maledire chiunque passi.

I Bambini non lo fanno, continuano ad implorare il vostro aiuto con i loro occhi pieni di tristezza e di dolore.

Non passate oltre, hanno solo voi per uscire da quel bosco
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Abbiamo le mani sporche di terra, ma non siamo cercatori di tartufi. Chinatevi verso con noi ed insieme salveremo tanti Bambini

perso nel bosco

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