Quando muore una persona cara ognuno di noi vive quel momento a modo suo
Qualcuno tesse le sue lodi citando episodi della sua vita
Altri restano nel silenzio per interiorizzare l’idea che quella persona non ci sia più
Quando morì la mia mamma, ogni volta che vedevo una sua foto o leggevo un suo scritto non riuscivo a trattenere le lacrime. Mi piaceva quando incontravo qualcuno e mi parlava di episodi della sua vita, ma detestavo il parlare della sua malattia e della sua sofferenza
Ora mi voglio provare ad immaginare la sofferenza dei parenti, soprattutto del padre – perché padre io sono – nel sentire miliardi di parole sulla morte di Giulia, su come sia stata assassinata, sul come si sarebbe potuta salvare.
C’è stata la notizia, tutti abbiamo seguito con apprensione e vicinanza alla famiglia i giorni precedenti al ritrovamento colmi di speranza, pur avendo nel cuore la quasi certezza di ciò che poi si è rivelata essere la realtà.

Ma ora basta!
Basta parlare di Giulia in ogni trasmissione radio o tv, basta parlare di quante pugnalate le sono state inferte, della sua agonia, di come si poteva evitare leggendo i segnali di un disagio o come sarebbero andate le cose se fossero intervenuti i carabinieri.
Basta per amore di Giulia che mai avrebbe voluto far provare questa sofferenza a suo padre, men che mai agitare il dito dentro la piaga.
Ma vi rendete conto che questo pover’uomo nemmeno è libero di accendere la tv per vedere uno stupido filmino del passato, e mettere la testa altrove nel difficile tentativo di riprendere fiato? Qualunque canale mostra l’immagine di Giulia, il suo sorriso, la sua voglia di vivere.
Ma vi rendete conto di quanta sofferenza ingenera tutto ciò in quest’uomo?
Il problema non sono solo i media, sono tutti coloro che morbosamente guardano e ascoltano queste trasmissioni, e più odiens c’è e maggiore è il debordante assillo.

Lasciatela in pace, lasciate la famiglia a elaborare il suo lutto.
Già dovrà sottoporsi al processo contro il ragazzo che l’ha uccisa, non mettetevici anche voi.
Girate canale quando vedete che si parla di Giulia e l’eco mediatico avrà termine.
State facendo del male al babbo di Giulia e alla sua famiglia, bel modo di onorare la memoria di una ragazza uccisa, senza contare che qualche “fuori di testa” vedendo tanto clamore mediatico potrebbe decidere di imitare.
Se poi si pensa che tutto questo avviene per amore dei soldi, la cosa fa anche più schifo
Soldi in spot pubblicitari durante le trasmissioni
Soldi alle iniziative promosse
Soldi ai vari esperti chiamati a dare opinioni
Basta!!!
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