Potremmo dare mille definizioni dell’Affido, parlare di miriadi di problemi e di una enormità di gioie, ma a volte ci dimentichiamo la semplicità di un gesto.

Dico sempre ai miei ragazzi, quando faccio loro qualche domanda ed iniziano a fare ragionamenti complicati, “Pensate come Bambini, pensate con semplicità”

L’Affido è semplicemente accoglienza, è amare con semplicità come sappiamo, è mettere il nostro operato nelle mani di Dio (o del destino se preferite).

Oggi N. compie 18 anni, un giorno importante per lei, un giorno che segna anche un cambiamento di vita perché su sua decisione, in accordo con i genitori, uscirà da casa nostra per andare a stare con il babbo. Cambieranno regole, abitudini e stili di vita; vedrà e frequenterà più assiduamente ambienti e persone che prima vedeva meno e viceversa; avrà alcune possibilità da noi precluse e dovrà rinunciare ad altro che qui da noi aveva trovato.

E’ arrivata da noi sei anni fa, ed oggi ne esce, non senza lacrime e preoccupazioni.

Alti e bassi, come con ogni figlio. Discussioni, liti, gioie, abbracci, tenerezze. Percorsi e delusioni, cadute e rialzate.

Non è così con ogni figlio?

Oggi dopo sei anni leggo una frase del Vangelo di oggi e dico “Toh, è proprio così”.

E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!»

Noi l’abbiamo portata in disparte, lontano dalla folla che rumoreggiava attorno a lei.
Abbiamo fatto poco, ma abbiamo guardato verso il cielo e pregato, proprio con un sospiro continuo, affinché il Signore accogliesse le nostre preghiere.
E qualcosa in lei è avvenuto, qualcosa è cambiato, in qualcosa è migliorata, qualcosa ha imparato.

Così è per ogni affido: siamo chiamati ad accogliere, per il resto ci affidiamo a Dio.

Ogni passaggio è gioia e dolore. Per tutti, Per chi va avanti, per chi resta, per chi accoglie.

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