Se non fai nulla, se te ne stai rintanato in casa, se la tua vita è tutto un obbedire a ciascuna regola, se ogni volta che ti pestano i calli ti scansi ed eviti anche di dire “Ahi”, allora avrai una vita pacata, senza scossoni, senza troppi problemi.

Se cerchi di cambiare il mondo, se ti ribelli alle regole inique, se difendi il più debole, se accogli un Bambino in affido, se critichi le istituzioni allorquando sbagliano, se gridi le tue ragioni quando ti attaccano, se non chini il capo davanti al potente, allora la tua vita sarà piena di battaglie e ferite.

E’ bella una vita senza una battaglia vinta per non averla combattuta?
E’ bella una vita piena di stereotipi perché ti lasci trasportare dalla corrente?
E’ bella una vita nella quale non si esprima il proprio parere?
E’ bella una vita dove il più debole vicino a te viene maltrattato?

Per qualcuno forse questo tipo di vita è un ideale.

Non per me.

Io sono un ribelle.
Uno che vuole capire ogni situazione e dire la propria.
Uno incapace di accettare un’ingiustizia ai propri danni o nei confronti di chi sia incapace o impossibilitato a reagire.

Il mondo è spesso dei prepotenti, dei cattivi, degli arrivisti, dei profanatori di anime.
Rispetto alle tante brave persone che ci sono su questa terra, i prepotenti sono quattro gatti.
Se gli onesti decidessero di ribellarsi, i disonesti sparirebbero nel giro di un giorno, ma spesso le brave persone hanno paura a reagire, hanno paura a parlare, amano la vita tranquilla e lasciano correre, ma sopratutto non scendono in campo tanto “non è la loro battaglia”.

Invece no!
Ogni battaglia per un valore e per un principio deve essere la “nostra battaglia” perché questo è il nostro mondo, non il loro.

Reagiamo alle ingiustizie per avere un mondo migliore per noi e per i nostri figli.
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Ribellione non è una parolaccia, ma un modo di vivere faticoso, ma denso di soddisfazioni.

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