Mio padre mi picchia
Ogni sera facciamo con i ragazzi una riunione serale.
L’argomento lo scelgono loro.
Mai argomenti banali, tirano fuori sempre problemi e interrogativi importanti che stimolano alla discussione
Giovanni: “Vorrei parlare di mio padre. Se mi picchiava quando era ubriaco non mi voleva bene
No Giovanni, non è vero, o meglio, non è detto.
Conosco tuo padre, vedo come è premuroso nei tuoi confronti, come si dispera per non averti dato una vita migliore, come è dispiaciuto nell’averti collocato presso di noi perché in casa la situazione era pericolosa con lui alcolizzato.
Vedo come si preoccupa, il pianto sincero quando gli raccontiamo che hai fatto qualcosa che non avresti dovuto fare.
Io penso che il tuo babbo sbagli a ubriacarsi e a picchiarti, ma anche lui sa di sbagliare, solo che in quel momento non ragiona.
Il fatto stesso di aver rinunciato a te ed averti dato a noi è un atto di grandissimo amore.
“Ma lui non mi ha insegnato nulla”
Anche questo non è vero Giovanni, lui ti ha insegnato che certe cose non si fanno, che certe strade non si prendono.
Tu hai la libera scelta: puoi diventare come lui, alcolizzato e picchiatore, oppure non prendere quel sentiero.
Lui, sbagliando, facendoti del male, soffrendo ti ha mostrato quali sono i pericoli del bere, degli eccessi.
Ci sono molti modi per insegnare, e questo non è certo un buon metodo, ma nella sofferenza tua e sua fai tesoro di quanto tuo padre ti insegni e sappi capire, anche con il nostro aiuto, cosa sia buono e da perseguire, e cosa invece sia marcio e da evitare
C’è una frase bellissima che dice “Colmate la misura dei vostri padri”
Questo è il senso: Quello che di sbagliato vedete fare a noi adulti prendetelo come un insegnamento per non fare altrettanto
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Se sbaglio vi insegno
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